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Il Fair Value nei bilanci che utilizzano gli IAS/IFRS

Il Fair Value nei bilanci che utilizzano gli IAS/IFRS

Negli IAS/IFRS (i principi contabili internazionali), il fair value viene definito così: ‘’il corrispettivo al quale un’attività potrebbe essere scambiata in una transazione priva di ostacoli tra parti disponibili, consapevoli e di comune accordo’’.
Ecco alcuni esempi di principi contabili che ne prevedono l’utilizzo come parametro di valutazione:
-IAS 18 con la voce ‘’Ricavi’’;
– IAS 19 ‘’Benefici per i dipendenti’’;
-IAS 40 ‘’Investimenti immobiliari’’;
– IAS 41 ‘’Agricoltura’’;
– IFRS 2 ‘’ Pagamenti basati su azioni’’.
Tuttavia in linea generale ogni ambito viene in genere distinto sulla base dei due modelli più diffusi, il primo basato sul costo storico ed il secondo sui valori correnti tipici proprio del fair value.

Cosa prevedono i due modelli

Il primo modello, comunemente conosciuto come ‘’cost model’’ prevede e consiste nella valutazione di attività e passività di bilancio al costo storico. Il secondo modello, invece, prevede che le attività e passività siano esposte in bilancio al fair value relativo alla data a cui il bilancio si riferisce.
Nell’ambito del cost model, il fair value ha comunque la sua importanza, infatti rileva nelle seguenti circostanze:
-alla data di effettuazione dell’operazione;
-alla data di bilancio con conseguenti valutazioni;
-alla data di transizione.
Tuttavia risulta necessario far rifermento al fatto che, diversamente dai modelli basati sul costo, le valutazioni al fair value consentono l’iscrizione di plusvalenze ancora non realizzate conferendo al reddito un’incertezza. Per risolvere tale problema a livello internazionale, si è posto il problema di evitare che l’applicazione del fair value desse vita ala distribuzione o all’utilizzo di valori in realtà non disponibili.

L’applicazione in momenti di crisi

L’applicazione del fair value in questo periodo di crisi finanziaria ha fatto sì che emergesse l’amplificazione dei risultati negativi derivanti proprio dall’assenza di questi plusvalori e plusvalenze. La loro indisponibilità coincide con il divieto di distribuirle fino al momento della loro realizzazione e con l’impossibilità di utilizzarle per l’aumento del capitale sociale o per azioni ad esso equivalenti.
Le regole attualmente in vigore tendono a tratte quanti più vantaggi durante i periodi positivi del ciclo economico e a reprimere gli svantaggi determinati dai periodi di rallentamento e di crisi dell’economia.
Un tale approccio è oggi necessario affinché sia possibile mantenere quell’equilibrio a volte precario che caratterizza la nostra economia, quindi nonostante il fair value sia un ottimo alleato a livello finanziario è importante che sia utilizzato correttamente e tenuto d’occhio durante i periodi di crisi.

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