BTP, gli stranieri vendono in massa

BTP, gli stranieri vendono in massa

Negli ultimi due mesi gli stranieri hanno ritirato i loro investimenti nelle obbligazioni italiane. Chi, nel mondo, ha nel suo conto titoli diverse obbligazioni e azioni italiane ha deciso di vendere e liberarsi degli investimenti nostrani a causa della continua, eccessiva, incertezza sull’economia tricolore. Questo vuol dire, in parole povere, che chi non è italiano sta smettendo di credere nel valoro del rendimento BTP e dei titoli del Belpaese e ora cercheremo di capire assieme cosa spaventa gli investitori stranieri e cosa minaccia la stabilità finanziaria del Belpaese.

BTP, di cosa hanno paura gli stranieri

Qual è l’aspetto che più spaventa gli stranieri che decidono di vendere? Sicuramente la grande incertezza politica e finanziaria dell’Italia, con una Legge di Bilancio che fa capolino all’orizzonte e su cui, soprattutto all’estero, ci sono molti dubbi e grandi perplessità, soprattutto in merito a tutte quelle manovre finanziarie che potrebbero venir meno ai vincoli dell’Unione Europea. Ecco perché europei e non preferiscono prima farsi un’idea più precisa sull’incremento eventuale del deficit italiano con cui il governo vorrebbe andare a sostenere la crescita e la povertà. Poi ci sono le agenzie di rating, impietose con l’Italia al punto tale da minare la nostra credibilità sui mercati azionari di tutto il mondo.

BTP, la manovra delle banche

Come sta reagendo l’Italia a questa ondata di pessimismo estero nei confronti dei nostri titoli e delle nostre obbligazioni? Sono scese in campo le banche italiane per acquistare circa 40 miliardi di miliardi di Btp nel secondo trimestre 2018. Uno sforzo che vale un record: un intervento del genere non si registrava dal buio 2012. Pensiamo, in ogni caso, che gli investitori stranieri hanno nel loro portafoglio un terzo del debito italiano, ovvero più di 700 miliardi e che le obbligazioni corrispondono a quegli italiani, tra cui tante famiglie, che decidono di investire su fondi e titoli.

Cosa ci aspetta sul mercato internazionale

Un altro spettro nero è lo spread. C’è però una buona notizia: il contesto finanziario internazionale ed europeo non è più quello del 2011/2012, anche in previsione del 2019 l’Italia continuerà a crescere, anche se un po’ al rallentatore, rispetto all’UE. Parallelamente, nel corso del 2018 e per tutto il 2019 la Banca Centrale Europea continuerà ad acquistare titoli di Stato italiani e non, anche se non più col vigore antico. Concludendo: non c’è di che stare allegri, ma nulla è perduto, almeno non ancora.

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